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Questionario sulla rievocazione storica ed il costume.

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Studio sulla rievocazione storica ed il costume (ed. 2016)

Alcune info prima di cominciare…

A fini statistici e in corso di realizzazione dello studio dedicato alla ricostruzione filologicamente corretta del costume storico medievale si è deciso di riaprire al pubblico, in particolare a chi lavora nel contesto della rievocazione storica, il questionario dedicato alla rievocazione e alla realizzazione dei costumi. Il regolamento di partecipazione e le modalità di accesso sono le stesse dello scorso anno. Si spera di raccogliere quanti più dati possibile per avere una nuova immagine dello status quo della rievocazione in Italia, anche perchè è prossima l'apertura della nuova stagione rievocazioni storiche. Un ringraziamento sentito a quanti hanno già partecipato e a quanti parteciperanno. Per una visualizzazione e una funzionalità corrette del sito leggete le impostazioni di regolazione del vostro browser, messe alla sinistra del blog e verificate sempre di aver risposto a tutte le domande altrimenti non sarà possibile procedere. Per chi risultasse con il profilo di chi realizza costumi storici a livello domestico non professionale può partecipare all'invio dei dati al blog, sempre come da regolamento di partecipazione al questionario. Nessuno è obbligato a partecipare, ma chi lo facesse è invitato a farlo con onestà e serietà. Grazie a tutti dell'attenzione.
 

A chi è rivolto il questionario

Il questionario è rivolto a tutti gli utenti del web per capire quali sono i punti chiave che il pubblico e gli organizzatori delle rievocazioni (soprattutto quelle ambientate durante il Medioevo) guardano con interesse. Il questionario che viene proposto serve a rilevare dati statistici al fine di evidenziare lo status quo della rievocazione storica in Italia (e in Europa), le idee che la gente ha in proposito e soprattutto studiare la parte delle rievocazioni dedicata ai cortei storici e al costume storico. In questo studio i dati acquisiti permetteranno di vedere le rievocazioni sia dalla parte del pubblico sia dalla parte di chi ci lavora, in questo secondo caso, si vuole capire come sono organizzate le rievocazioni e specialmente i cortei, come viene gestita la realizzazione dei costumi.

A compilare il questionario sono invitati soprattutto tutti coloro che lavorano ai costumi storici (del Medioevo soprattutto) per passione e non per professione, per poi capire e mettere in luce quelle che sono le conoscenze e i metodi utilizzati, le capacità acquisite negli ambienti famigliari, per individuare nuovi metodi anche diversi da quelli tradizionali. In tal senso si vuole dare la possibilità a chi desidera partecipare da tempo ad una rievocazione e non ha gli strumenti per farlo, di riuscirci senza rinunciare alla qualità e con le proprie risorse.

Fin da ora siete avvisati che non si tratta di un esame di cui riceverete una valutazione individuale, è una statistica e basta e a maggior ragione potete essere sinceri e sentirvi liberi di rispondere. A differenza di altri sondaggi liberi sulla moda e il costume, in questo questionario non sarà possibile per nessuno visualizzare la statistica delle risposte in tempo reale.

Il questionario non è obbligatorio, ma chi partecipa lo faccia seriamente. Non è a tempo e potete rispondere con tutta la calma e inoltre LEGGETE BENE PRIMA DI COMINCIARE.
Fate click sull’immagine per cominciare e buona navigazione!
 
Questionario costumi e rievocazioni 2016

Sposarsi nel Medioevo, i libri per farsi una cultura del grande passo, come lo compivano mille anni fa…

Eh, come si sono sposati uomini e donne, davanti a Dio, mille anni fa? Una domanda e mille e più risposte perchè su un argomento del genere ci si può fare una cultura vera e propria. Di seguito riporto i link di saggistica e storia medievale inerenti l’argomento matrimonio nel Medioevo, perchè è più un superamento dei tabù, sull’argomento ci sono tantissime cose da dire e soprattutto tante questioni da analizzare, dalla legislazione anglosassone e gli aspetti giuridici civili del matrimonio, le leggi ecclestiastiche del matrimonio e gli aspetti della vita intima coniugale: dal sesso alla lite per tradimento, dalla violenza della coppia alla parola della legge sulla violenza famiglia. I temi trattati nei vari testi qui di seguito proposti, specie quelli in lingua inglese, riguardano anche aspetti della vita famigliare e delle diverse situazioni come la separazione, il ripudio e la vedovanza, oltre al tradimento, le liti matrimoniali e tanto altro ancora. Ditemi voi se non vi è venuto un po’ di curiosità, da andare a mettere il dito, per quanto riguarda la storia medievale, tra moglie e marito?

 

Testi in lingua italiana

Il matrimonio nel Medioevo

di Christopher Brooke
Il Mulino ed., 312 pp.

Purtroppo non ci sono recensioni su questo testo, anche se è un testo di saggistica inerente l’argomento.

Sposarsi nel Medioevo.

Percorsi coniugali tra Venezia, mare e continente

di Ermanno Orlando
Viella ed., 2010 – 291 pp.

Il matrimonio medievale è stato considerato a lungo come un istituto sociale statico, quasi monolitico, soggetto ad una stretta disciplina da parte dei poteri costituiti, fossero essi la famiglia, la comunità, l'autorità pubblica o la chiesa. Solo di recente è maturata una consapevolezza diversa dell'istituzione, che ne ha colto gli aspetti di movimento e dinamicità e le capacità di adattamento alle sollecitazioni provenienti dalla società. In questo volume il fenomeno del matrimonio viene osservato, soprattutto in ambito veneziano e veneto, basandosi su una vasta gamma di fonti documentarie, dalle carte notarili ai processi matrimoniali. Ne risulta un vasto affresco che spazia dal cerimoniale all'aula di tribunale; dalle nozze simulate o "per gioco" alle spose bambine; dai matrimoni aristocratici a quelli "misti" tra persone di diversa religione.

Storia del matrimonio. Dal Medioevo a oggi

di Daniela Lombardi
Il Mulino ed., 2008 – 296 pp.

Daniela Lombardi presenta l'evoluzione storica del matrimonio dal Medioevo a oggi. Il matrimonio ha costituito per secoli uno snodo essenziale nella vita delle persone, ma le forme di questo fondamentale rito di passaggio sono molto mutate nel tempo riflettendo non solo la trasformazione dei rapporti famigliari e tra i sessi, ma anche l'azione di disciplinamento esercitata dai poteri laici e religiosi sui comportamenti individuali. Il volume disegna un tracciato che parte dalla situazione d'età medievale in cui sposarsi era un processo diluito nel tempo, dalla promessa alla coabitazione, ed era sancito semplicemente dal consenso dei due partner e registrato come un contratto, passa all'età moderna in cui il matrimonio si afferma come fatto religioso con riti e regole severe, seppure con marcate differenze tra paesi cattolici e protestanti; e da ultimo conclude con la situazione contemporanea, che ha visto una secolarizzazione del matrimonio e un graduale affrancamento della sfera privata dalla regolazione giuridica dello stato.

Medioevo maschio.

Amore e matrimonio

di Georges Duby
Laterza ed., 2002 – 260 pp.

Nel Medioevo i poeti e i cavalieri fanno atto di omaggio alla donna, cui dedicano i loro canti e le loro imprese. Ma era proprio così emergente e privilegiata la posizione della donna nel Medioevo? Risponde Georges Duby, confermando ancora una volta la sua straordinaria capacità di divulgare nuove chiavi di lettura di un'epoca conosciuta spesso in termini solo favolistica. Georges Duby (1919-1996) è stato uno dei più grandi storici del Medioevo. Ha insegnato per oltre vent'anni Storia delle società medievali al Collège de France.

Il cavaliere, la donna, il prete.

Il matrimonio nella Francia feudale

di Georges Duby
Laterza ed., 2002 – 260 pp.


Georges Duby, uno dei massimi storici del Medioevo, offre in questo volume un rapporto sulla sessualità e il matrimonio nell'età medioevale, attraverso un racconto che ci conduce nelle stanze più segrete dei castelli, tra cortei nuziali e amori ancillari, matrimoni regali e altrettanto nobili divorzi.

 

Testi in lingua inglese

Qui sono presenti testi in lingua inglese reperibili in USA e Regno Unito, con pressi relativi ai due paesi.

 

   



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Medieval Marriage: Two Models from Twelfth-Century France

di Georges Duby

The Johns Hopkins University Press ed., 1991 – 160 pp.

 

Duby presenta un affascinante resoconto del matrimonio medievale all’interno dell'aristocrazia della Francia settentrionale medievale, sottolineando le caratteristiche principali delle strategie di matrimonio, il mantenimento del lignaggio e la realizzazione dei “buoni matrimoni”. Il testo si avvale anche della documentazione di testi ecclesiastici del periodo del XII secolo.

 

Un testo in lingua inglese, consigliato agli studiosi di storia medievale.



 

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Marriage and the Family in the Middle Ages

di Frances Gies, Joseph Gies
Harper Perennial ed., 1989 – 384 pp. 

Il libro è nato dallo studio dei due autori in seguito alla ricezione di un’importante borsa di studio. Il testo ripercorre la storia della famiglia fin dalla fine del mondo romano, attraversando il periodo delle invasioni barbariche (c’è inoltre una parte dedicata al mondo germanico, che influì molto sulla mentalità e la struttura famigliare del medioevo) e quello della diffusione della religione cristiana che a sua volta andò a modellare, insieme alle tradizioni germaniche, il mondo famigliare nel Medioevo.

Il testo inoltre affronta la tematica della formazione della dote e del prezzo dei matrimoni, specie della sposa, oltre ad una parte dedicata alla vita sessuale coniugale.

 

Un importante e raro testo dedicato alla vita privava di coppia e della famiglia nell'epoca medievale.

Love and Marriage in the Middle Ages

di Georges Duby
Polity Press ed., 1994 – 240 pp.

Il testo ripropone il tema dell’amore e del matrimonio in epoca medievale, del contrasto continuo di questi due elementi, in un contrapporsi continuo tra interesse politico e personale degli individui che si impegnavano a compiere, il più delle volte, un passo così grande. In questo testo viene inoltre ripreso, all’interno del matrimonio, il tema della sessualità come era vissuta nel medioevo, specialmente il costume o usanza in merito alla consumazione delle nozze.

 

Un testo consigliato agli studenti di storia medievale.

Love and Marriage in Late Medieval London

di Shannon McSheffrey
Western Michigan Univ Medieval ed., 1995 - 89 pp.

 

Il testo è molto breve e probabilmente si tratta di una relazione universitaria pubblicata successivamente, ma che ritengo utile per illustrare, specie per chi studia storia medievale europea, il mondo del privato nel tardo medioevo inglese.

Love, Marriage, and Family in the Middle Ages: A Reader

di Jacqueline Murray

University of Toronto Press ed., 2001 – 524 pp.


Si tratta di un testo che tratta in modo molto approfondito, le fonti primarie riguardanti la famiglia medievale. Il testo affronta tutte le tematiche riguardanti la famiglia, i cambiamenti che comportava la costituzione di una nuova famiglia, l’ingresso o l’uscita da un altra e i drammatici cambiamenti, anche normativi, che subì la famiglia nel Medioevo. Il testo affronta il matrimonio nel contesto della vita quotidiana, come era vissuto dal punto di vista emotivo da parte degli individui che nel matrimonio stipulavano fondamentalmente un contratto economico e politico, l’amore che posto trovava in questo mercato delle vite?

 

Un testo che consiglio agli studenti di storia medievale, specie storia europea.

Medieval Marriage: Symbolism and Society

di David d'Avray
Oxford University Press ed., 2008 - 336 pp.

 

Il testo affronta il tema del matrimonio medievale, sfruttando anche il simbolismo religioso e non solo dell’epoca. Viene affrontato il tema del matrimonio nel Medioevo anche dal punto di vista del diritto giuridico e di quello canonico, a seguito della Riforma Gregoriana. Il simbolismo non tocca solo argomenti religiosi, ma anche quelli di natura prettamente pratica. Viene inoltre trattato il simbolismo erotico nel matrimonio medievale, una parte delicata ma molto interessante che permette di permeare e comprendere meglio la mentalità comune della gente in quest’epoca così lunga e particolare della storia della civiltà umana.

 

Testo consigliato a studiosi di storia medievale e diritto canonico, storia del diritto e storia della famiglia o del matrimonio.

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Affections of the Mind

The Politics of Sacramental Marriage in Late Medieval English Literature

di Emma Lipton
University of Notre Dame Press ed., 2007 - 280 pp.

 

Affections of the Mind letteralmente significa “Affezioni della mente” ma potrebbe anche significare malattie della mante, perchè in inglese affection significa anche malattia, infezione. In un certo senso entrambi i significati tradotti andrebbero bene poichè in epoca medievale, specie nella letteratura cortese a partire dal XII secolo, l’amore era visto alla stregua di una malattia, da cui duramente ci si riprendeva se l’amato o l’amata non venivano soddisfatti. Sebbene Chretien de Troyes abbia quasi sempre sfruttato l’aspetto erotico dell’amore, esisteva anche un aspetto che riguardava il contesto dell’amore all’interno di quello che era di fatto un sacramento e proprio su questo punto  si basa questo testo, che cerca di riportare alla luce la mentalità che la letteratura inglese dei secoli successivi al XII, in particolare il XIV e il XV, permette di carpire, non solo nelle classi aristocratiche ma anche nel ceto medio emergente.

Il testo analizza nel dettaglio le contraddizioni che la letteratura mette in luce tra la tradizione aristocratica e quella ecclesiastica in merito a matrimonio e vita coniugale, ai sentimenti e alla contrazione del matrimonio come sacramento e non solo come contratto e il sacramento ovviamente richiedeva che ci fosse affetto, amore e fedeltà, tutte cose che invece il contratto politico di alleanza non prevedeva e non imponeva.

 

Un testo consigliato a studiosi di storia e letteratura medievale europea.

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Marriage in Medieval England

Law, Literature and Practice

di Conor McCarthy
Boydell Press ed., 2004 - 194 pp.

 

Il testo tratta fondamentalmente dell’argomento del matrimonio medievale, ma lo percorre partendo dal diritto e quindi dall’aspetto giuridico, secondo il diritto anglosassone medievale, per poi passare attraverso le opere letterarie e infine si analizzano e raccontano gli aspetti nella vita pratica. Questo testo affronta, rispetto ad altri testi, anche altri aspetti oltre all’amore, al sesso legati al matrimonio in epoca medievale, questo testo affronta anche la questione della separazione, del divorzio e della vedovanza.

 

Un testo che consiglio a studiosi di storia e letteratura medievale, ma non da solo, esso è parte integrante dell’argomento, trattato dai testi suddetti.

Marriage Disputes in Medieval England

di Frederik Pedersen
Hambledon Continuum ed., 2003 - 248 pp.

 

La maggior parte di testi che riguardano il matrimonio nel Medioevo trattano anche spesso di come era vissuto il sesso nella coppia medievale, che ci fosse o meno l’amore, ma mai nessuno ad eccezione di questo autore ha mai voluto rivelare i preziosi ed intimi dettagli di questo aspetto della vita matrimoniale, in un’epoca tanto controversa come il Medioevo. Come era visto il sesso nella coppia medievale e quali erano le leggi che regolavano questo aspetto della vita, specie per quanto riguarda i doveri dell’uomo e della donna? E qual era la posizione della Chiesa in merito? Il testo si basa su fonti risalenti al XIV secolo, e tratta sia l’argomento del sesso all’interno della vita coniugale come attività procreativa, come attività ricreativa, e come venivano affrontati i problemi quali impotenza e frigidità. Ma vengono anche analizzati gli aspetti oscuri della vita intima: la violenza sessuale, come era gestita dalla legge e come veniva punita nei diversi casi. Si tratta di un testo unico, perchè per primo ha affrontato una questione tanto importante quanto delicata che raramente gli storici osano toccare.

 

Consigliato a studiosi di storia medievale, storia e letteratura europee e studiosi di storia del diritto anglosassone.

Marriage Litigation in Medieval England

di R. H. Helmholz
Cambridge University Press ed., 2007 - 260 pp.

 

Tra moglie e marito non mettere il dito, ma dopo che c’è stato chi ha osato perfino infilarsi nei letti delle coppie medievali, non poteva mancare chi osasse ficcare il naso nelle liti coniugali. Questo libro racconta una parte della lunga storia dell'istituzione del matrimonio, in particolare fornisce le risposte riguardanti la formazione e l'annullamento del matrimonio dal punto di vista della giurisdizione esclusiva dei tribunali ecclesiastici durante il Medioevo. Il Professor Helmholz descrive affronta e spiega il lato pratico della giurisdizione matrimoniale in merito a separazioni, divorzi, annullamenti. Egli analizza e ci spiega la natura dei vari casi affrontati, la procedura utilizzata, le persone coinvolte e tutto nel piccolo grande mondo anglosassone medievale. La valutazione conclusiva della giurisdizione canonica sul matrimonio suggerisce che l'applicazione della legge aveva per risultato più successi che fallimenti e questo spiega come forse la giurisdizione ecclesiastica fosse per quei tempi molto più moderna di quanto si possa pensare oggi.

 

Consigliato a studiosi di storia medievale europea e diritto canonico, specie storia del diritto canonico.


la copertina è diversa ma il testo è lo stesso, si tratta solo della prima edizione.

The Medieval Idea of Marriage

Christopher N. L. Brooke
Oxford University Press ed., 1994 - 352 pp.

 

Come vedevano il matrimonio nel Medioevo e qual era la mentalità in proposito? Come le donne e gli uomini si preparavano a compiere, il più delle volte, un passo più lungo della gamba? Il testo risponde a questi quesiti che indagano sull’aspetto della psicologia collettiva e individuale circa il grande passo, affrontando anche il tema del celibato e del nubilato nei secoli XI e XII e vengono affrontate anche storia che certo non possiamo non conoscere, come quella di Eloisa ed Abelardo, le opere di Eschenbach e le poesie di Chaucer, 

 

Consigliato a studenti di storia medievale.


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Marriage, Money and Divorce in Medieval Islamic Society

di Yossef Rapoport
Cambridge University Press ed., 2005 - 156 pp.

 

Il testo è uno dei pochi che affronta il tema del matrimonio nel mondo islamico in epoca medievale. Si tratta di un testo raro che offre una lente di ingrandimento per la società moderna e per gli storici medievali moderni di studiare e comprendere meglio il mondo medievale islamico, soprattutto per quanto riguarda la tematica del matrimonio, quali erano le usanze, le leggi che regolavano il matrimonio, la posizione della donna nello stesso. Le leggi non sono solo quelle religiose, ma sono anche quelle civili e penali e l’autore si serve di fonti del tardo medioevo provenienti dal Cairo, Damasco e Gerusalemme. Viene inoltre affrontato il discorso relativo alla trasmissione della dote ed al passaggio della donna dalla vita famigliare a quella coniugale. Vengono inoltre trattati argomenti come il ripudio, la separazione e anche il divorzio.

 

Consiglio questo testo agli studiosi di storia medievale e agli studiosi di storia in generale, specie storia dell’Islam.

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Medieval Families

Perspectives on Marriage, Household, and Children

di Carol Neel
University of Toronto Press ed., 2004 - 430 pp.

 

Durante gli ultimi trent'anni, lo studio della famiglia medievale ha subito una spinta che ha determinato la scoperta di nuovi aspetti di questo argomento di storia. In gran parte inesplorato sia dalle pubblicazioni professionali sia dai programmi di insegnamento fino al 1970, la storia di famiglia medievale viene analizzata nel contesto dello sviluppo delle istituzioni del periodo.

 

Il presente volume raccoglie saggi storici ed opere letterarie che parlano della struttura, della funzione sociale e delle caratteristiche, anche sul punto di vista psicologico della famiglia nel Medioevo.

Vengono analizzati gli aspetti demografici, legali, teologici, storici e letterari; viene seguito l’ordine cronologico con lo scopo di raccontare anche l’evoluzione dell’istituzione famigliare nel Medioevo.

 

L’opera è consigliata a tutti gli studiosi di storia del diritto di famiglia, studiosi di storia medievale.

The Divorce of Lothar II

Christian Marriage and Political Power in the Carolingian World

(Conjunctions of Religion and Power in the Medieval Past)

di Karl Heidecker, Tanis M. Guest
Cornell Univ Pr ed., 2010 - 240 pp.

 

Il caso di Lotario II è un caso storico di divorzio, degno di nota non meno di quello che avvenne otto secoli più tardi con Enrico VIII. Lotario era il figlio secondogenito dell'Imperatore d'Occidente, Lotario I e di sua moglie Ermengarda di Tours. Lotario II nell'855 sposò Teutberga, figlia del conte del Valais Bosone il Vecchio e capostipite della dinastia Bosonide. Poiché la moglie non fu in grado di concepire un erede, la ripudiò nell'857 allo scopo di poter sposare la sua concubina, Waldrada, e di legittimare i figli avuti con costei. Il fratello di Teoberga, Uberto, abate di Saint Maurice de Valais, non gradì e, prese le armi, impose a Lotario di riprendersi la sorella (858). Lotario cercò l’appoggio degli zii, Ludovico il Germanico, re dei Franchi Orientali e Carlo, re di quelli occidentali,  che glielo negarono, non gradendo che gli eredi che Waldrada, aveva dato a Lotario II venissero legittimati. Nel febbraio 860, Lotario convocò un concilio ad Aquisgrana (o Aix-la-Chapelle), dove di fronte ai vescovi di Lotaringia, la regina Teoberga confessò le sue colpe e fu condannata, per cui fu imprigionata, ma il sinodo non si pronunciò sulla possibilità del secondo matrimonio. Qualche mese dopo il vescovo di Reims, Incmaro compose un voluminoso trattato, il De divorcio Lotharii et Teulbergae, in cui attaccò, da un punto di vista morale e legale, la condanna della regina pronunciata nel sinodo di Aix-la-Chapelle, che riuscì a coinvolgere nella contesa il re Carlo il Calvo, che diede rifugio a Teoberga, che era riuscita a sottrarsi alla prigionia ed a suo fratello, Uberto che aveva dovuto abbandonare il Vallese e la Lotaringia. Nell'862, con l'appoggio del fratello Ludovico II e dello zio Ludovico il Germanico, Lotario II convocò un secondo concilio ad Aquisgrana, dove il sinodo dei vescovi annullò il matrimonio con Teoberga, per cui Lotario fu finalmente libero di sposare Waldrada. Il matrimonio fu celebrato nello stesso anno. La questione non finì certo lì e non fu sufficiente il trattato di divorzio, del resto non era il primo caso nella famiglia della dinastia Carolingia. (Fonte, Wikipedia).

 

Questo testo si basa tutto su questa storia, con documentazioni originali alla fonte e spiega come fosse delicato l’argomento per tutte le parti coinvolte, politiche e anche ecclesiastiche dacché anche per la Chiesa quella storia fu una faccenda molto grave e delicata da trattare, senza considerare tutta la serie di leggi civili ed ecclesiastiche che si chiamavano in causa per regolare le ragioni di tutte le parti coinvolte. Insomma, un bel rompicapo che però è degno di nota e di interesse.

 

Un testo che consiglio caldamente a tutti gli studiosi di storia medievale, storia del diritto canonico, storia del diritto in generale.

Women and Marriage in German Medieval Romance

(Cambridge Studies in Medieval Literature)

di D. H. Green
Cambridge University Press ed., 2009 - 274 pp.

 

In contrasto con l'opinione diffusa che il Medioevo fu un periodo statico, immutabile nel quale l’atteggiamento delle donne era negativo, l’autore, Green, afferma che intorno al 1200 il rapporto convenzionale tra uomini e donne fu oggetto di una significativa sfida per mezzo della letteratura vernacola (letteratura volgare) del periodo. Finora l’interesse accademico in tale letteratura è stato piuttosto scarso e ci si è spesso rifatti a rivedute risalenti al periodo romantico.  L’autore del testo però ha voluto focalizzare la sua ricerca su del materiale raccolto dai romanzi tedeschi dell’epoca medievale - Tristano e Parzival – e mostra come alcuni scrittori fossero tutt’altro che antifemministi, in contrasto con la mentalità della loro stessa epoca.

 

Un testo consigliato a studenti di lingue e culture europee e studenti di storia medievale europea.

 

Marriage in the Western Church

The Christianization of Marriage During The Patristic and Early Medieval Periods

di Phillip Lyndon Reynolds
Brill Academic Publishers ed., 2001 - 436 pp.

 

Il testo ripercorre la storia della cristianizzazione del matrimonio nell’Europa dell’Alto Medioevo, di come il matrimonio cristiano subì l’influenza delle diverse culture che si convertirono al Cristianesimo e di come era vissuto dalla gente il matrimonio ecclesiastico nel primo millennio d.C. Il testo si basa su documenti scritti nei primi secoli del Medioevo, documenti sia giuridici civili sia canonici, oltre a passi dei Vangeli e della Bibbia stessa. In particolare vengono affrontate le questioni sulla moralità, sull’importanza del matrimonio come base della struttura famigliare, intesa come una piccola società che interagisce nella società più grande con altre piccole società. Vengono analizzati anche gli aspetti sessuali, intesi come la consumazione e il rapporto procreativo all’interno del matrimonio, ma non solo, anche le questioni relative alla sessualità intesa come sesso ricreativo, come erano regolate dal punto di vista ecclesiastico, ovvero come veniva visto, anche all’interno del matrimonio il desiderio sessuale. Il testo si basa anche su fonti di diritto romano e germanico, oltre che di diritto ecclesiastico. Il testo contiene inoltre una parte dedicata alla teologia di Sant’Agostino sul matrimonio.

 

Un testo raro ma importante che consiglio a tutti gli studiosi di diritto civile e diritto canonico, ma anche agli studiosi di storia medievale.

Marriage, Sex, and Civic Culture in Late Medieval London

di Shannon McSheffrey
University of Pennsylvania Press ed., 2006 - 304 pp.

 

Premiato nel 2007 dall'Associazione canadese storica, questo testo analizza gli aspetti più intimi del rapporto coniugale nella Londra del Basso Medioevo. Il testo usa tra le documentazioni storiche sia testi di diritto anglosassone sia testi di diritto canonico oltre a documenti di cronache, letteratura e anche testi liturgici con l’obiettivo di portarci nella Londra della seconda metà del XV secolo, per mostrarci gli aspetti della vita matrimoniale dal grande passo ai passi successivi. Il testo analizza anche le varie casistiche, in tutti i ceti, di come si svolgeva il matrimonio e di come era vissuto, quali erano le tradizioni, come era vissuto sia singolarmente sia all’interno dell’istituzione famigliare il matrimonio nel Medioevo.

 

Il testo non trascura gli aspetti della vita sessuale coniugale nel contesto del matrimonio medievale, specie quando lo scopo era quello procreativo e non ricreativo, al fine di garantire degli eredi.

 

Consiglio questo testo agli studiosi di storia medievale europea e storia del diritto.

 

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Consent and Coercion to Sex and Marriage in Ancient and Medieval Societies

di Angeliki E. Laiou
Dumbarton Oaks Research ed., 1998 - 308 pp.

 

Quando ci sposiamo ci chiedono sempre se siamo lì liberamente e consapevoli un tale passo, ma nel Medioevo lo chiedevano? Se sì la risposta era una risposta di consapevole consenso o di coercizione? Il testo affronta la questione delicata dei matrimoni combinati e di come erano vissuti da entrambe le parti, uomo e donna, non solo nel legame indissolubile che si formava secondo la Chiesa, ma anche nel rapporto intimo coniugale, specie nell’aspetto sessuale. Il testo ripercorre la delicata faccenda dalla storia antica partendo da Greci e Romani fino al Medioevo.

 

Un testo importante che consiglio agli studiosi di storia medievale e storia del diritto canonico e non solo in quanto il testo sfrutta anche testi normativi di diritto romano e canonico.

Sullo scaffale…

Il destino di una ballerina:Imperatrice del Sacro Romano Impero d’Oriente. Teodora.

Teodora, Ravenna. Il bellissimo mosaico che la ritrae.Di lei e della sua infanzia si hanno poche notizie, ma fortunatamente si sa abbastanza per poter farsi un’idea della base dalla quale Teodora sviluppò la sua maturità di donna, la sua ambizione, la sua tela dentro la quale molti caddero.
Nata nel 505 d.C., poco dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e quindi oseremmo dire, nei primissimi anni del Medioevo, Teodora era di umili origini. Apparteneva ancora però molto al mondo romano per poter essere definita come una delle prime imperatrici bizantine medievali. Alcune fonti sostengono che fosse orfana di madre e che fosse stata cresciuta, insieme alle sorelle, dal padre Acacio, un guardiano di orsi.
Un autore però, Procopio di Cesarea [1], attribuisce invece a Teodora l’essere orfana di padre e non di madre, sarebbe infatti stata la madre, in quanto attrice di teatro e ballerina, ad avviare le figlie alla carriera appunto di attrici e ballerine e danzatrici. La famiglia di Teodora faceva parte di una fazione, quella dei verdi [2], contro quella degli azzurri [3], e una delle occasioni per Teodora di mostrarsi, anche se ancora bambina, fu proprio una della gare ippiche all’Ippodromo. Sembra però che il legame con la propria fazione, ossia quella dei verdi, la madre di Teodora l’avesse avuto solo per un certo tempo, infatti, quando si risposò, sarebbe passata al partito opposto [4].
La madre di Teodora avrebbe rappresentato infatti quello che era il ruolo di un’insegnante indirettamente nell’iniziazione adolescenziale delle figlie, nella loro educazione che certo gli storici moderni non definiscono proprio come il modello dell’educazione perfetta per una ragazzina. Va anche considerato che all’epoca non si diventava adolescenti a 11 anni, come oggi, o comunque con l’avvento dello sviluppo sessuale dell’individuo, ma molto prima, almeno due anni prima, quindi possiamo dire che l’iniziazione di Teodora e delle sue sorelle sarebbe avvenuta proprio alla fine dell’infanzia. Le fonti non sono chiare su alcune cose riguardanti la famiglia di Teodora, sono molto confuse anche perché non si capisce se la madre si fosse separata e poi risposata o se fosse rimasta vedova e poi si fosse risposata passando anche da un partito ad un altro. Le più tendono ad attribuire alla madre di Teodora la vedovanza e quindi morto il primo marito, sarebbe passata con un secondo matrimonio a quell’altro. La madre di Teodora, sposandosi sperava che anche al secondo marito fosse dato il ruolo di guardiano degli orsi, ma così non fu. Morto Acacio, il partito dei Verdi scelse un’altra persona e così la famiglia di Teodora si trovò all’improvviso nell’estrema povertà. Secondo le leggi romane il ruolo di guardiano degli orsi sarebbe dovuto passare di padre in figlio e quindi dopo Acacio sarebbe dovuta venire Teodora o una delle sue sorelle, ma con il secondo matrimonio, il ruolo sarebbe invece passato al secondo marito.
Testa di marmo rappresentante la nobildonna Licinia Eudoxia, ma a lungo ritenuta la raffigurazione plastica del volto di Teodora, per via delle somiglianze con i mosaici di Ravenna.Senza un soldo, senza niente, la famiglia di Teodora è allo sbaraglio, vani furono i tentativi di smuovere l’impresario della pantomima dei Verdi per assegnare il suolo al secondo marito di Teodora, che per altro era stato corrotto da un membro del partito avverso per scegliere un’altra persona. Fu proprio presso gli avversari che la madre di Teodora ritrovò la fortuna, il gradino per risalire e fu infatti presso il Partito degli Azzurri che il secondo marito trovò lavoro, diciamo, come guardiano degli orsi, essendo decaduto anche qui il ruolo [5].
Facendo parte del popolo ed essendo figlia anche di una ballerina e attrice di circo, Teodora vide la sua adolescenza, al servizio delle famiglie nobili del partito Azzurro, che pur offrendole protezione al tempo stesso la tenevano come serva anche perché era essa di umili origini. Non si sa con esattezza ma sembra che per alcuni anni Teodora abbia prestato servizio anche come sguattera presso queste famiglie patrizie della sua fazione subendo le umiliazioni peggiori e sarebbe stato proprio qui che avrebbe allora sfruttato gli insegnamenti della madre e avrebbe cominciato anche lei a danzare e partecipare ai festini osceni dei romani che quasi sempre si trasformavano in vere e proprie orge.
È infatti qui che Procopio le rimprovera la dissolutezza sfrenata, considerata anche la giovane età.
“All'epoca Teodora non era affatto matura per andare a letto con uomini, né ad unirsi a loro come una donna; si dava invece a sconci accoppiamenti da maschio, con certi disgraziati, schiavi per di più, che seguendo i padroni a teatro, in quell'abominio trovavano sollievo al loro incomodo – e anche nel lupanare dedicava parecchio tempo a quest'impiego contro natura del suo corpo. Non appena giunse all'adolescenza e fu matura, entrò nel novero delle attrici e divenne subito cortigiana, del tipo che gli antichi chiamavano ‘la truppa’. Non sapeva suonare flauto né arpa, né mai s'era provata nella danza; a chi capitava, ella poteva offrire solo la sua bellezza, prodigandosi con l'intero suo corpo.
[...] Spesso giungeva a presentarsi a pranzo con dieci giovanotti, o anche di più, tutti nel pieno delle forze e dediti al mestiere del sesso; trascorreva l'intera notte a letto con tutti i commensali, e quando erano giunti tutti allo stremo, quella passava ai loro servitori, che potevano essere una trentina; s'accoppiava con ciascuno di loro, ma neppure così riusciva a soddisfare la sua lussuria. »
(Procopio, Storia segreta, IX (trad. it. in Procopio, Storie Segrete, a cura di F. Conca e P. Cesaretti, Milano 1996))
Da questi passi di Procopio sembrerebbe che all’inizio Teodora improvvisasse anche come danzatrice, in ogni gesto e in ogni movimento, era più una cortigiana che improvvisava una ballerina che non una ballerina che era divenuta anche cortigiana. Non va dimenticato che la cortigiana all’epoca dei romani era tenuta in considerazione ma era anche vista alla pari di una prostituta, quest’idea sarà poi ripresa nel Rinascimento, quando le cortigiane però saranno anche protette nelle corti dal momento nella maggior parte dei casi divenivano le amanti di importanti personaggi della politica e della nobiltà.
Non si sa per certo, ma sembra che all’inizio della sua vita dissoluta e sfrenata, il vero esempio per Teodora non fu la madre ma la sorella maggiore Comitò o Comite che era più grande e aveva già esperienza proprio come cortigiana.
Ad un tratto però sembra che Teodora si fosse stancata di essere una serva e cominciò a guardarsi intorno cercando un partito da poter abbindolare e lo trovò.
L'imperatrice Teodora, rappresentata su un quadro di Benjamin-Constant, Jean-Joseph, nel XIX secolo.Si chiamava Elebolo ed era un ricchissimo mercante di Costantinopoli, dopo averlo sedotto, fuggì andando con lui divenendo la sua amante. Nella casa di Ebolo la vita di Teodora cambiò radicalmente, era una padrona e si faceva servire, passava ore ed ore immersa di ogni lusso e ricchezza, all’epoca aveva all’incirca sedici anni e pur non avendo nessuna istruzione alle spalle aveva solo la sua bellezza dal offrire e il suo corpo e per sé stessa aveva una grande furbizia ed una sfrenata ambizione al proprio servizio. Teodora viene anche descritta come una donna che malgrado le umili origini, aveva appunto una bellezza in equiparabile, una furbizia e un’intelligenza notevoli e che non esitò mai ad usarle, poiché aveva imparato negli anni di servizio una durissima lezione che divenne però la sua pedina vincente: fare i propri interessi ad ogni costo. La vita lussuosa che conduceva a casa di Elebolo però la stancò presto, la sua ambizione lì si era sfamata abbastanza, ci voleva qualcosa di più e così in cambio di favori sessuali corruppe il capo di una carovana di beduini e fuggì con lui, diretta verso Alessandria d’Egitto e portò con sé la figlia avuta da Elebolo.
Giunta ad Alessandria, sfinita, Teodora inscenò con alcuni frati cristiani il ruolo della ragazza pura, sedotta e abbandonata pur di avere in cambio gratuitamente vitto ed alloggio, nell’attesa di trovare una nuova soluzione per salire ulteriormente a livello sociale. Con quegli stessi frati sarebbe poi tornata a Costantinopoli dove la situazione politica sembrava attendere solo lei. a quel tempo era imperatore Giustino, che però sarebbe morto qualche tempo dopo designando come suo erede il nipote quarantenne Giustiniano. Ecco il lasciapassare per il potere. Teodora sfruttò ogni astuzia per farsi notare dal quarantenne Giustiniano, un uomo bello e colto, oltre che di potere che certo non fu immune al fascino della nonna e ne fece prima la sua amante poi la elevò al grado di patrizia sebbene le leggi romane non lo consentissero, poiché Teodora era anche un ex ballerina ed infine la sposò. Morto Giustino, Teodora in quanto moglie di Giustiniano divenne imperatrice del Sacro Romano Impero d’Oriente. Un notevole salto di qualità considerando tutto quello che aveva passato da bambina e tutto quello che aveva fatto da adolescente e donna.
Complice di Teodora fu anche la fortuna, tanto fu fortunata che gli ostacoli non furono difficili da rimuovere e una volta imperatrice sembra che fu molto influente sul marito tanto che i due costituivano una vera e propria diarchia.
Un altro problema che Teodora però dovette affrontare una volta sul trono imperiale fu quella nota come questione monofisita.
Si può considerare sicura l'adesione di Teodora alla corrente Monofisita. Ella si convertiva dopo una sua permanenza ad Alessandria, nel corso iniziale della sua vita da attrice ed avventuriera, partita dalla capitale per quest'altra grande città dell'Impero. Ad Alessandria Teodora, durante la sua fuga, aveva conosciuto il vescovo Timoteo, aderente al Monofisismo [6]. L'incontro con il vescovo è riferito anche da un testo egiziano della fine del secolo successivo agli avvenimenti. Il patriarca Timoteo III (517-535) esercitò un profondo ascendente su di lei, che ebbe una crisi mistica e si convertì alla sua corrente. Timoteo era il maggior difensore di questa idea, che aveva fatto di Alessandria una sua roccaforte, nella quale aveva ospitato l'esule patriarca Severo di Antiochia, allontanato dalla capitale al momento della svolta intollerante di Giustino. Da qui Teodora avrebbe abbandonato la precedente vita, intraprendendo un altro cammino che l'avrebbe portata ad essere la moglie dell'imperatore. Grazie alla sua forte personalità avrebbe saputo conquistare Giustiniano, vincendo l'ostracismo posto contro di lei da Eufemia (moglie di Giustino), e superare anche l'ostacolo del differente credo (Giustiniano era cristiano cattolico).
Al dissidio religioso corrispondevano le tendenze separatiste delle province orientali, che già dal secolo precedente si erano manifestate nella usuale forma del dissenso religioso rispetto all'ortodossia, allora trovando comprensione in Zenone. Quell'imperatore promulgando l'"Henoticon" arrivava al compromesso coi monofisiti, benché a prezzo dalla parte opposta dello scisma con Roma.
Giustiniano per la sua grandissima ambizione intendeva invece divenire un nuovo Costantino, capo dell'Impero e della Chiesa, e per questo motivo affiancò la sua riconquista dell'Occidente alla repressione della parte orientale e siriaca, benché questa azione a lunga scadenza permettesse nel secolo successivo il cedimento all'Islam. Se le province monofisite orientali erano la parte più viva dell'Impero, una riconciliazione con l'Occidente comportava un atteggiamento antimonofisita, il che riapriva l'antico contrasto tra Egitto e Siria da una parte e Bisanzio dall'altra, rinfocolando i sopiti separatismi copto-siriaci.
La complementarietà della coppia Giustiniano-Teodora emerse nel ruolo svolto dall'imperatrice con la protezione data alla parte che avrebbe dovuto essere repressa, e grazie a questa sua azione si poté mantenere l'unità imperiale. Teodora era di fede monofisita, ed in questo campo si mostrò più realistica del marito, del quale modificò la politica con esiti favorevoli per l'Oriente, al prezzo di un'ulteriore incomprensione da parte della Chiesa dell'Occidente. Sfruttando la sua influenza sul marito Giustiniano I, Tedora, fece si che all'interno dell'Impero si instaurasse un clima di convivenza tra gli ortodossi, detti anche difisiti, e i monofisiti. Un esempio lampante è la promulgazione dell'editto dei Tre Capitoli [7] che aveva l'obbiettivo di acquietare le dispute religiose accettando interpretazioni a proposito della natura di Cristo da ambo le parti. Tuttavia questo editto si tradusse nell'omonimo scisma dei Tre Capitoli che riaprì la contesa religiosa. Teodora proteggeva i Monofisiti, li nascondeva all'occorrenza, bloccava i procedimenti giudiziari a loro carico. La sua azione accontentava qui i ceti che si potrebbero assimilare ad una classe borghese all'interno dell'Impero, mentre il marito accontentava quelli aristocratici. La loro divenne in pratica una politica bifronte svolta dai due vertici al potere, capace di bilanciare le due forze sociali vitali dell'impero. Giustiniano ne ricavava il beneficio di non farsi catturare da alcuno dei ceti in lizza, potendoli dominare entrambi, e in un paese stanco di violenze e lotte sociali, terrorizzato dalle pressioni di barbari e Persiani, mostrò di essere l'uomo giusto, come testimonia Pietro Patrizio, trattatista politico dell'epoca. Il contributo di Teodora in questa politica si evidenzia dal momento della sua morte, quando il consorte rimase solo, ed in effetti la sua capacità politica si ritrovò dimezzata nei suoi ultimi anni.
Teodora morì di malattia nel 548 (divorata dal cancro dice Procopio) e si dice che la sua morte fosse stata presagita dallo spezzarsi di una colonna.


Di Teodora non si ha che un solo ritratto che è a Ravenna ed è la sola fonte che ci da indicazioni sul suo reale aspetto. Si tratta di un mosaico che si trova all'interno della basilica di San Vitale a Ravenna. Altri ritratti che dovevano esistere a Costantinopoli, ma vennero sistematicamente cancellati durante il periodo dell'iconoclastia (VII secolo). Non esistono quadri rinascimentali che ritraggono l'Imperatrice in quanto in quell'epoca essa era sconosciuta. Gli Anekdota di Procopio di Cesarea che ci tramandano della sua figura e della sua opera furono pubblicati solo nel Seicento.

L'imperatrice Teodora e la sua corte, basilica di San Vitale, Ravenna, VI secolo.
Ingrandimento del dettaglio, Teodora e il costume femmilile bizantino del V-VI sec d.C.

Libri su Teodora

Teodora. Ascesa di un'imperatrice

di Cesaretti Paolo
Mondadori ed, 2003 - 340 pp.

 

 

 

 

 

Ravenna. Ediz. italiana e inglese

di Levoni Gianfranco
Edizioni Artestampa, 2008 - 168 pp.
Per chi desidera scoprire Ravenna, i suoi monumenti e la sua storia.









Carte segreteCarte segrete

di Procopio di Cesarea
Garzanti Libri ed, 2008, 159 pp.
La vita di Teodora secondo lo storico Procopio.












Giustiniano

di Meier Mischa
Il Mulino d, 2007 - 139 pp.
Per chi desidera approfondire l’argomento del periodo del potere di Teodora come imperatrice, per capire bene quale fu il suo vero potere anche sull’imperatore.












  • Teodora. Imperatrice di Bisanzio

di Fèvre Francis - Rusconi Libri - 1985

  • Teodora di Bisanzio

di Lamb Harold - Dall'Oglio - 1964

  • Lo storico e la sua vittima. Teodora e Procopio

Beck Hans G. - Laterza ed - 1988

  • Il cammino dell'imperatrice

di Palombini Augusto - Limina - 2004

La guerra gotica

di Procopio di Cesarea - Garzanti Libri – 2005
Per chi desidera scoprire il ruolo di Teodora nella politica e anche nelle arti belliche. Il lato guerriero di una donna che lascia ancora oggi il segno del suo fascino in ogni pagina dei libri che parlano di lei e della sua storia.












I bizantini in Italia

di Ravegnani Giorgio
Il Mulino ed, 2004 - 240 pp.
Per chi desidera riscoprire la storia dei Bizantini in Italia e seguire le tracce lasciate da essi, specie nell’arte e nell’architettura.






 

 

  • Storia inedita

di Procopio di Cesarea - Rusconi Libri – 1977

 

Note

[1] Procopio di Cesarea, Procopio di Cesarea (greco: Προκόπιος ο Καισαρεύς; Cesarea, ca. 500 – Costantinopoli, ca. 565) è stato uno storico bizantino. Durante il regno di Giustiniano I (527-565), fu consigliere e segretario di Belisario, con il quale prese parte alle campagne persiane ed africane, e prefetto di Costantinopoli nel 562. Le sue opere, scritte in greco, raccontano il periodo dell'imperatore bizantino Giustiniano I, le sue guerre contro i Vandali, i Persiani e gli Ostrogoti d'Italia (Guerra gotica), la cronaca della vita politica alla corte di Costantinopoli e le descrizioni delle opere edilizie effettuate da Giustiniano. Storico militare e politico, la sua ottica e la sua tecnica storiografica risulta di matrice fondamentalmente pagana, utilizzando i modelli greci e latini (Erodoto, Tucidide, Livio, Tacito) che la storiografia cristiana-europea riscoprirà solo nel Quattro e Cinquecento con gli umanisti.

[2] Quella dei Verdi fu una della principali fazioni in cui si dividevano i tifosi delle scuderie che partecipavano alle corse con i carri in epoca romana e bizantina. Le fazioni ippiche romane e bizantine, si suddividevano in quattro principali gruppi: rossi, bianchi (i primi e più antichi rispettivamente consacrati ad estate ed inverno), verdi e blu (o azzurri) i più noti in seguito poiché a lungo sopravvissuti e menzionati nelle cronache d'epoca bizantina. In accordo con le fazioni, le vesti degli aurighi erano cromaticamente in tono. In epoca bizantina le translitterazioni delle squadre erano: blu (Vénetoi), Verdi (Prásinoi), Bianchi (Leukoí), Rossi (Roúsioi). I Verdi sembra rappresentassero gli interessi della borghesia cittadina e commerciale, politicamente avevano l'audacia di rivendicare i diritti dinastici dei nipoti del vecchio imperatore Anastasio e sul piano religioso tendevano all'eresia monofisita almeno in epoca giustiniana.Gli Azzurri erano invece portavoci dei latifondisti e dell'economia terriera, professavano il cattolicesimo ortodosso ed erano spudoratamente appoggiati dall'imperatore. Erano stati i Verdi a dare il via alla sommossa nell'ippodromo, nella Rivolta di Nika. La pesante repressione ebbe il risultato che anche gli Azzurri si riunirono alla rivolta che diventò protesta contro le nuove leggi fiscali e dilagò l'odio verso i responsabili.

[3] Quella degli Azzurri fu una della principali fazioni in cui si dividevano i tifosi delle scuderie che partecipavano alle corse con i carri in epoca romana e bizantina. Le fazioni ippiche romane e bizantine, si suddividevano in quattro principali gruppi: rossi, bianchi (i primi e più antichi rispettivamente consacrati ad estate ed inverno), verdi e blu (o azzurri) i più noti in seguito poiché a lungo sopravvissuti e menzionati nelle cronache d'epoca bizantina. In accordo con le fazioni, le vesti degli aurighi erano cromaticamente in tono. In epoca bizantina le translitterazioni delle squadre erano: blu (Vénetoi), Verdi (Prásinoi), Bianchi (Leukoí), Rossi (Roúsioi). Gli azzurri sembra rappresentassero gli interessi della popolazione rurale prevalente, delle classi meno agiate, nonché porta voci dei latifondisti e dell'economia terriera; professavano il cattolicesimo ortodosso ed erano appoggiati dall'imperatore, almeno in epoca giustiniana. Sebbene fossero stati i Verdi a dare il via alla sommossa nell'ippodromo, nella Rivolta di Nika. La pesante repressione ebbe il risultato che anche gli Azzurri si riunirono alla rivolta che diventò protesta contro le nuove leggi fiscali e fece dilagare l'odio verso il potere imperiale.

[4] Le fonti sull’infanzia di Teodora non sono molto sicure, tra le altre cose Procopio era di famiglia senatoriale e come mentalità e ideologia politica era per l’aristocrazia e non era molto favorevole invece al popolo dal quale Teodora proveniva. In molte opere egli la declina parlandone male e definendola alla pari e forse anche peggio di una prostituta.

[5] Il padre, Acacio, era guardiano degli orsi grazie a questo legame, che in teoria sarebbe dovuto essere tramandato di padre in figlio. La professione della madre, poi ripresa da giovinetta da Teodora, era quella di danzatrice ed attrice, ruoli che implicavano d'uso corrente all'epoca anche l'impegno in spettacoli osceni. Alla morte del padre la madre si risposava, sperando che la fazione dei verdi cui era legata passasse al secondo marito il mestiere del primo. Ma l'impresario della danza pantomima, il coreografo dei Verdi Acacio, corrotto da un concorrente, rimosse la famiglia di Teodora dalla carica che diede ad altri. Le donne della famiglia di Teodora, ridotte per questo motivo all'estrema povertà, protestarono presso i Verdi, che le ignorarono. Procopio riferisce che la madre portasse le figlie vestite da supplici, con ghirlande sul capo e in mano, a sedersi nel Circo quando questo era pieno. I Verdi non le presero neppure in considerazione, ed esse si rivolsero alla fazione opposta, quella degli Azzurri, che invece venne loro incontro. L'incarico di guardiano degli orsi era ripartito tra due persone, una per fazione, ed essendo nel frattempo deceduto anche quello degli Azzurri, la carica fu concessa al patrigno di Teodora da costoro. Da quel momento divennero fedeli di questa fazione avversa.

[6] Il termine monofisismo indica, nella storiografia occidentale e nella teologia cattolica, una serie di dottrine cristologiche della chiesa copta e della chiesa armena, sorte attorno alla teologia di Eutiche, e condannate come eretiche rispetto alle dottrine cattoliche ortodosse dal concilio di Calcedonia. Eutiche negava l'attribuzione a Cristo della natura umana, sostenendo che egli avesse solo quella divina: secondo la sua dottrina la natura umana di Gesù era assorbita da quella divina.

[7] Editto dei Tre Capitoli. Con scisma tricapitolino (o Scisma dei Tre Capitoli, in greco trîa kephálaia) si indica una divisione all’interno della Chiesa avvenuta tra i secoli VI e VIII, causata da un folto gruppo di vescovi per lo più occidentali che interruppero le relazioni con gli altri vescovi e con il papa. L’imperatore Giustiniano I di Bisanzio, per salvaguardare l'unità dell'impero romano d'Oriente nel suo disegno di restaurazione del potere romano, cercò di ingraziarsi gli eretici monofisiti (numerosi e con molti agganci politici, compresa l'imperatrice Teodora, alla corte di Costantinopoli). I Monofisiti rifiutavano di riconoscere autorità dogmatica al concilio di Calcedonia (451), ma l'imperatore, poiché non avrebbe potuto rigettare un concilio ecumenico già celebrato un secolo prima e riconosciuto da gran parte delle Chiese, decise di condannare alcuni teologi del passato, che a Calcedonia avevano goduto di grande autorevolezza.

Bibliografia

  • Azzurri (fazione ippica) – Wikipedia (ITA)

  • Verdi (Fazione ippica) – Wikipedia (ITA)

  • Teodora – Wikipedia (ITA)

  • Procopio di Cesarea – Wikipedia (ITA)

  • Monofisismo – Wikipedia (ITA)

  • Editto dei Tre Capitoli – Wikipedia (ITA)